Appello riguardo la guerra in Ucraina

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Appello riguardo la guerra in Ucraina

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Stiamo attualmente assistendo a pesanti scontri militari tra la Russia e l’Ucraina. Mosca parla di una „operazione speciale“ in Ucraina. Il motivo principale dichiarato da Mosca è quindi la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina, la sua neutralità e una garanzia di non adesione alla NATO. Mosca dichiara esplicitamente e ripetutamente che non sta combattendo contro la popolazione civile. L’Occidente, invece, parla di una guerra di aggressione della Russia contro la popolazione dell’Ucraina. Il giornalismo russo è censurato in molti paesi occidentali, e la Russia a sua volta limita le emittenti occidentali. Le armi continuano ad essere fornite all’Ucraina dai paesi della NATO.


Siamo profondamente preoccupati per i drammatici eventi in Ucraina e chiediamo una soluzione pacifica. La nostra richiesta ora deve essere:

Cessazione delle ostilità il più presto possibile! La NATO fuori dall’Ucraina! Nessuna ulteriore consegna di armi all’Ucraina! Nessuna adesione alla NATO da parte dell’Ucraina!

Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, la Russia si ritirò da tutti i paesi del Patto di Varsavia, con la promessa da parte della NATO che non si sarebbe espansa nell’Europa orientale. Questa era anche la base dell´approvazione russa alla riunificazione della Germania, che la Russia ha accettato proprio a questa condizione. Tuttavia, contrariamente alle sue promesse, l’Occidente ha continuato a espandere la sua influenza a est e sempre più paesi sono stati autorizzati a diventare membri della NATO. Grandi manovre degli Stati Uniti e della NATO hanno avuto luogo ai confini della Russia e quasi tutti i trattati di controllo delle armi sono stati annullati dagli Stati Uniti.

Le reti occidentali hanno orchestrato un colpo di stato a Kiev nel 2014, al quale hanno partecipato gruppi apertamente fascisti. Il governo golpista ucraino, dominato da forze di destra radicale, ha molestato la minoranza di origine russa vietando, tra l’altro, la lingua russa. Ci sono stati attacchi estremamente violenti. Di conseguenza la Crimea chiesto l’annessione alla Federazione Russa, ottenuta e legittimata da un referendum in cui una grande maggioranza ha votato a favore. Come autoprotezione contro la russofobia di Kiev c’è stata anche la dichiarazione delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

Gli abitanti delle repubbliche popolari furono dichiarati terroristi da Kiev e iniziò una guerra con massicci bombardamenti di artiglieria da parte dell’esercito ucraino e brigate di volontari di destra contro le regioni separatiste di Donetsk e Lugansk. Ad oggi, ciò ha causato oltre 14.000 vittime, per lo più tra la popolazione russofone del Donbass, soprattutto al culmine del conflitto prima degli accordi di Minsk-2. Anche dopo Minsk-2, il governo ucraino ha continuato a dichiarare guerra alla popolazione del Donbass, tollerata dalle potenze garanti Germania e Francia, e pesantemente armata dalla NATO.

Mosca ha ora riconosciuto l’indipendenza delle Repubbliche popolari. Ciò è stato fatto sulla base di una raccomandazione del parlamento russo al presidente Putin. Non senza sollecitare ripetutamente l’adempimento delle condizioni dell’accordo di Minsk-2, vincolante ai sensi del diritto internazionale, dalla fine del 2015 e non senza chiedere ripetutamente al governo di Kiev di chiarire che non vuole aderire alla NATO. Ciò è stato ripetutamente respinto da Kiev e dalla NATO.

Più di recente, il presidente dell’Ucraina, Zelensky, ha provocato ulteriormente quando, alla conferenza sulla sicurezza di Monaco tenutasi a febbraio, ha persino espresso la sua intenzione di fare dell’Ucraina una potenza nucleare. I nuovi attacchi massicciamente intensificati contro le repubbliche popolari nel Donbass e i preparativi per conquistare queste aree hanno ulteriormente aggravato la situazione.

Solo allora Mosca ha iniziato l’operazione militare in Ucraina. Così dopo lunghe iniziative diplomatiche della Russia per risolvere il conflitto in Ucraina e con l’Occidente, tra cui l’insistenza sull’attuazione dell’accordo Minsk-2. Questo ha obbligato l’Ucraina ad avviare negoziati diretti con la leadership politica delle repubbliche di Donetsk e Lugansk, tra gli altri. Fin dall’inizio nel 2015, l’auspicato allentamento delle tensioni attraverso l’accordo Minsk-2 non si è concretizzato, perché l’élite ucraina ha ripetutamente rotto l’accordo e non c’è stato alcun interesse da parte della NATO ad una risoluzione pacifica.

Secondo quanto riportato dai media russi, l’offensiva russa ha prevenuto un’imminente offensiva dell’esercito ucraino.

Come reazione di quasi tutto l’Occidente, stiamo ora vivendo un’ondata estrema di sanzioni punitive contro la Russia, come sono state usate finora contro Cuba, Venezuela, Iran, Siria, Corea del Nord, Yemen e altri stati. Questo corrisponde alla guerra per mezzo del potere economico ed è illegale. Ci sono persino richieste isolate per facilitare il reclutamento di mercenari nella lotta contro Putin, o per assassinare il presidente russo.

La Russia ha dimostrato che, insieme alla Cina, è la potenza pronta a opporsi risolutamente alle provocazioni aggressive dell’Occidente, e della NATO in particolare.

Deploriamo profondamente la situazione in Ucraina, che non è nell’interesse di nessuna parte, e deploriamo specialmente tutte le vittime e la situazione dei rifugiati in questa guerra. Gli scontri militari devono finire al più presto. L’Ucraina dovrebbe servire come un ponte di comunicazione tra l’Est e l’Ovest e non come un fronte di rivalità geopolitiche.

L’UE, la NATO e la Russia devono negoziare insieme e trovare una soluzione tenendo conto degli interessi di sicurezza di tutti i paesi. La sicurezza di un paese non deve essere a spese della sicurezza di un altro.

L’Ucraina deve dichiararsi neutrale!

Ritorno ai negoziati nello spirito dell’accordo Minsk-2.

Berlin, den 6.3.2022

Firmatari

La demonizzazione della Russia si sta intensificando sullo sfondo della crisi dell’Ucraina e ora minaccia di degenerare in un’escalation aperta.

Si minacciano sanzioni ancora più dure contro la Russia, l’interruzione delle relazioni commerciali di gas e petrolio, e persino le operazioni di pagamento. Anche un conflitto militare è entrato nela sfera delle possibilità.

L’Occidente usa la narrazione di accusare la Russia di prepararsi alla guerra e di pianificare un’invasione dell’Ucraina. Si sostiene che la Russia minacci l’Ucraina se muove le sue truppe sul proprio territorio, cosa che viene costantemente promossa dai media occidentali come un segno dell’aggressività della Russia. Si sentono solo poche voci di avvertimento.

Di fatto, però, sono sempre più numerose le unità militari di USA, Canada, Gran Bretagna e UE in Ucraina e lungo tutto il confine occidentale della Russia. Ecco perché Mosca chiede ora agli Stati Uniti e alla NATO garanzie concrete di sicurezza militare e giuridica.

Parte della crisi si manifesta nella difficile situazione economica e politica dell’Ucraina. La Russia chiede l’istituzione di una sostanziale neutralità nel paese. L’accordo di Minsk II, riconosciuto dal diritto internazionale, consente una soluzione non violenta e duratura del conflitto intra-ucraino.

Le nazioni occidentali garanti di Minsk II, Germania e Francia, devono infine esigere che l’Ucraina negozi con i rappresentanti delle repubbliche del Donbass con l’obiettivo di risolvere definitivamente il conflitto concedendo l’autonomia interna.

Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i loro alleati devono immediatamente fermare le loro provocazioni, compreso l’addestramento dell’esercito ucraino, così come la vendita e la consegna di armi al paese.

Chiediamo l’immediata attenuazione della crisi causata da USA, UE e NATO prima che sia troppo tardi. La minaccia alla pace mondiale sul confine occidentale della Russia deve essere discussa e condannata dalle Nazioni Unite per sostenerne la Carta.

Ci appelliamo al governo tedesco affinché mantenga il suo rifiuto di fornire armi all’Ucraina. Invitiamo la Germania a prendere finalmente posizione affinché le parti intra-ucraine del conflitto avviino i negoziati tra di loro in formato Normandia.

Chiediamo agli Stati Uniti e alla NATO di affrontare le esigenze di sicurezza della Russia in conformità all’Atto NATO-Russia del 1997, secondo il quale i diritti di autodeterminazione degli stati coinvolti non devono essere a spese di altre parti.

Chiediamo che questo appello sia sostenuto e diffuso. La solidarietà internazionale è di massima importanza, specialmente sullo sfondo della crisi del coronavirus.

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